Un sito che si vede “quasi giusto” è più insidioso di uno rotto. I testi ci sono, l’impaginazione pure, ma i caratteri non sono quelli scelti: il browser usa quelli di riserva. Chi guarda il sito ogni giorno non ci fa più caso.
Cosa succede
Elementor può scaricare i Google Fonts e servirli dal tuo sito, cosa utile anche per la privacy. Il problema è che salva gli indirizzi completi dei file nel momento in cui li scarica. Se in quel momento il sito stava su un indirizzo di prova, come tuosito.it/stage/ o un sottodominio di sviluppo, quegli indirizzi restano lì anche dopo la messa online.
Il risultato: il sito vero chiede i caratteri a un indirizzo diverso dal proprio. Il browser, per sicurezza, blocca la richiesta (è la regola CORS) e ripiega sui caratteri di sistema.
Come accorgersene
- Apri il sito e premi F12, scheda Console: gli errori CORS sui file
.woff2sono lì, in rosso. - Oppure scheda Rete, filtro
font: controlla che l’indirizzo dei file sia quello del tuo sito.
Come si risolve
- Sostituisci nel database l’indirizzo di prova con quello definitivo, con uno strumento che gestisca bene i dati serializzati.
- Fai rigenerare a Elementor i font e il CSS (Elementor → Strumenti → Rigenera file).
- Svuota la cache del sito e del CDN, se c’è.
Meglio ancora, alla prossima occasione: servire i caratteri dal sito con indirizzi calcolati a ogni richiesta, invece che salvati una volta per tutte. È come ho rifatto il mio sito: il problema non può più ripresentarsi.